Sentieriselvaggi21st – n.22 (copia digitale)

Sentieriselvaggi21st – n.22 (copia digitale)

4,50

Il n.22 della rivista cartacea trimestrale di Sentieri selvaggi

in copertina  

AVATAR
l’ossessione di James Cameron
tra umanesimo e tecnologia

 

APERTURE

EDITORIALE

Il magnifico paradosso di James Cameron, di federico chiacchiari 

ILLUMINAZIONI

Pluribus
Buen camino
Marty Supreme/Smashing Machine

ITALIAN JOB

Giovanni Tortorici – La forma della sincerità, Incontro con il regista di Diciannove, di federico rizzo

“Questa è stata la prima cosa scritta con sincerità”: Diciannove di Giovanni Tortorici è l’esordio premiato da Sentieri Selvaggi come Miglior Opera Prima Italiana 2024-25. Durante l’incontro con la redazione, il regista palermitano ha raccontato il percorso autobiografico del film, tra riferimenti a Godard e Ferreri, l’ossessione per la forma e la scelta di girare nei luoghi reali della propria adolescenz

COVER  STORY

AVATAR

L’esperimento del XXI secolo, di carlo valeri

Iniziato con i sogni e le visioni giovanili di James Cameron negli Anni ’70, Avatar prende forma e si concretizza nel nuovo secolo con un progetto tecnologico, industriale e autoriale utopistico, rivoluzionario e camaleontico. In occasione dell’uscita in sala di Avatar – Fuoco e cenere, la nostra cover story ripercorre e analizza una saga capace di attraversare il tempo e lo spazio del cinema e di noi critici/spettatori. Verso un Domani che ancora non conosciamo…

Benvenuti su Pandora! Tra mito e utopia, di guglielmo siniscalchi

Ogni grande epopea ha le sue origini, anche le visioni di Avatar si radicano in paesaggi lontani attraversati da pulsioni arcaiche e riti ancestrali. Ed è proprio qui che Cameron incastra Fuoco e cenere, terza parte che segna una decisa evoluzione nella storia dell’universo di Pandora: il racconto dell’utopia scivola rapidamente verso la narrazione di un potente mito fondativo, di un inizio che ha il sapore delle armi, di sfide quasi “omeriche”, e di sangue antico

Antologia de-Cameroniana, a cura di matteo pasini

L’universo di Avatar attraverso le parole del suo stesso creatore, James Cameron: dal 3D all’utilizzo di 48 fotogrammi al secondo, dalla questione relativa all’Intelligenza Artificiale all’adesione completa della performance capture e poi ancora le riflessioni del regista su un mondo dominato dalle multinazionali e sul cambiamento climatico

Avatar e il suo parassita, di riccardo baiocco

Una riflessione sulla saga di James Cameron attraverso la lettura di Exocapitalism di Marek Poliks e Roberto Alonso Trillo. E una serie di interrogativi sul rapporto tra Avatar, l’economia capitalista, le dinamiche industriali e i processi creativi nel mondo contemporaneo: Pandora è l’alternativa al Sistema o il suo grado massimo di funzionamento?

Natty Dread. L’epoca della transanimazione, di sergio sozzo

Di film in film la Pandora di Cameron sembra sempre di più rappresentare una dimensione di assoluto superamento della questione identitaria, si tratta dei segni più contemporanei di questa macchina di fiera archeologia novecentesca

The Avatar Files

A chiusura di questa cover story ripercorriamo la trilogia di James Cameron anche attraverso le recensioni pubblicate sul nostro sito www.sentieriselvaggi.it al tempo dell’uscita in sala dei singoli film

I See You, I See You – Avatar, di federico chiacchiari (14 gennaio 2010)

Avatar – la via dell’acqua,  di emanuele di porto (14 dicembre 2022)

Avatar – fuoco e cenere, di carlo valeri (16 dicembre 2025)

 

TEMPI  Out From the Past

ARCHIVIO – STORIE DEL CINEMA

Billy Wilder. Il paradosso dei Nomi e dei Corpi, di alessandro cappabianca

In occasione di un convegno internazionale su Billy Wilder, Filmcritica pubblicò integralmente gli interventi in un doppio numero 329-330. Tra questi figura una geniale riflessione di Alessandro Cappabianca, grande conoscitore del regista di Viale del tramonto. A partire da un’analisi di Fedora (id. 1978) uno dei film più dolorosi e incompresi di Wilder, Cappabianca attraversa alcune ossessioni del regista: come il disfacimento dei corpi, il rapporto per certi versi antitetico con Lubitsch e il vampirismo insito nel cinema 

BIOGRAFIE

Il divismo panasiatico di Shu Qi, di daniele d’orsi 

Ritratto di un’artista che ha soggiogato le leggi dell’entertainment estremo-orientale: dagli esordi nel soft-porn ai sodalizi con Hou Hsiao-hsien e con i maestri del cinema action sinico. Ma è con Girl, esordio registico autobiografico presentato in Concorso all’ultimo Festival di Venezia, che Shu Qi raggiunge un grado di consapevolezza assoluto del ruolo che detiene nello zeitgeist dell’Estremo Oriente e delle sue crisi infantili, di cui ci ha anche parlato al Lido

ALTRE NARRAZIONI

GRAPHIC NOVEL

Ombre di famiglia – la Storia è un fantasma da psicanalizzare, a cura di mario turco

Servendosi di un incredibile e doloroso lavoro introspettivo che attraversa tre generazioni e due continenti, Ombre di famiglia – Feeding Ghosts è l’esordio della scrittrice statunitense di origini
cinesi Tessa Hulls. Graphic novel diaristica di grande qualità letteraria lunga ben quattrocento pagine, l’opera pubblicata in Italia da Tunuè con la traduzione di Martina Fermato racconta la storia
dell’autrice, di sua madre e della nonna riuscendo a tracciare tare ereditarie, mancate corrispondenze e ipotesi socio-caratteriali con grande acume ed empatia

 

SPAZI Open Space

TRACCE DIGITALI

Filterworld. Alla ricerca di un generico coffee shop, di kyle chayka

Le nostre vite sono ormai totalmente controllate dalla legge inviolabile degli algoritmi, e questo controllo si palesa chiaramente nel modo in cui pensiamo, consumiamo, diffondiamo la cultura e viviamo gli spazi che ci circondano o dove, magari, adiamo a fare colazione. Pubblichiamo un estratto da Filterworld. Come gli algoritmi hanno appiattito la cultura, Edizioni Roi, indagine diretta e approfondita su questa nostra epoca dominata dagli algoritmi, firmata dal giornalista del The New Yorker Kyle Chayka

TEMPI No-Future

Fotografia

We Rise and Fall. Francesco Jodice e la fine della Storia, a cura di annarita guidi

Nei film dell’ultimo periodo si avverte la sensazione di una perdita di coordinate, una specie di crisi nel modo in cui il cinema racconta i luoghi e il nostro rapporto con gli spazi. Soprattutto dalla selezione di Cannes emerge una tendenza alla deriva, uno smarrimento di identità dei luoghi come riflesso della nostra capacità di comprenderli e abitarli

LONG FORM STORIES

Che cos’è il digitale. Tony Scott, Déjà vu – Corsa contro il tempo,  di alessio baronci

Nell’ultimo periodo della sua carriera, Tony Scott si è confrontato con quel contesto inquieto e fuori dall’ordinario che è lo spazio digitale a partire da uno dei suoi film più spiazzanti e innovativi: il thriller cibernetico Déjà vu – Corsa contro il tempo. Pubblichiamo un estratto da Tony Scott – Cinema a velocità massima, la monografia edita da Sentieri Selvaggi che ripercorre vita e cinema del regista di Top Gun e L’ultimo Boy Scout

TIME OUT

#LETTERATURA
#PAULKLEE
#LINKLATER
#LINGUAGGIO

SEGNALAZIONI

Visioni selvagge, a cura di simone emiliani

Tra sala cinematografica, streaming e serie tv, ecco i titoli che abbiamo amato di più e che segnaliamo ai nostri lettori

Collateral, a cura di sergio sozzo

traiettorie extracinematografiche espanse da non perdere

DOPPIO SCHERMO

Processo ai social media